Come è stampato sulla pagina
Le due frasi stampate sulla pagina
Sulla pagina del consorzio ci sono due frasi in evidenza, separate dal resto del testo. La prima è «Valorizzatore di qualità. L’eccellenza è la nostra passione.» La seconda è «Promotore di bontà. La gola per noi non è un peccato.» Non sono la data IGP e non sono la tabella.
Valorizzatore di qualità
La prima frase è fatta di due periodi. «Valorizzatore di qualità.» poi «L’eccellenza è la nostra passione.» La pagina non la attribuisce a una persona, non la data e non la presenta come articolo di uno statuto. La mette in evidenza accanto al nome del consorzio.
Non spiega che cosa misuri la qualità in quella riga. Non c’è un punteggio, non c’è una commissione e non c’è un verbale di assaggio. La parola resta nello slogan. Il paragrafo delle finalità, lì vicino, parla di valorizzazione tra gli scopi dei consorzi di tutela delle IGP, ma non dice che lo slogan sia la versione breve di quel paragrafo.
Va citata intera. Accorciarla a «eccellenza» o a «qualità» toglie la frase che il sito ha scelto di stampare. Le due parti stanno insieme, con il punto in mezzo, come sulla pagina.
Non è una ricetta e non è un modo di taglio. Il taglio a coltello e il proverbio sulla fetta che deve stare in piedi stanno nella pagina delle ricette del 23 giugno 2019, firmata da Stefano Uggeri, non in questo slogan.
Promotore di bontà
La seconda frase è anch’essa di due periodi. «Promotore di bontà.» poi «La gola per noi non è un peccato.» Anche questa non ha una firma e non ha una data propria. Sta sulla stessa pagina della prima, come seconda riga, non come nota a piè di un articolo di giornale.
La pagina non collega la frase a un evento, a una fiera o a un anno di campagna. Il menu del 23 maggio 2024 elencava Eventi, Rassegna Web, Rassegna Stampa, Video e Archivio Fotografico, ma quei file non sono nell’archivio. Non si ricostruisce una campagna a partire dallo slogan.
Il tono è quello che è: una frase sul gusto, scritta in prima persona plurale. Non è un dato di produzione. I chili e i pezzi stanno sotto «Dati riferiti a dicembre 2018», in un’altra zona della pagina, con un’etichetta che questa frase non ha.
Non va corretta e non va attualizzata. La pagina non pubblica una terza frase dello stesso tipo. Le righe in evidenza sono queste due.
La seconda riga non ha un asterisco e non rimanda a una nota in fondo alla pagina.
Non sono le finalità, non sono il 1995
Il paragrafo del 1995 dice che un gruppo di imprenditori fonda il consorzio per identificare, salvaguardare e promuovere un prodotto tipico dell’area padana. «Promuovere» e «Promotore» si assomigliano, ma la pagina non scrive che lo slogan sia nato nel 1995. L’anno è dell’atto di fondazione raccontato, non delle due frasi.
Le finalità elencano tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi relativi alla denominazione. «Valorizzatore» richiama la valorizzazione, e di nuovo la pagina non fa l’equivalenza. Tiene lo slogan da una parte e il paragrafo dall’altra.
La nota sul 1995 resta sull’anno e sui tre verbi. La nota sul riconoscimento resta sul 23 novembre 2007. Questa nota resta sulle due frasi, intere, senza assorbire le altre.
Nemmeno il nome legale si sostituisce allo slogan. Consorzio di Tutela del Salame Cremona IGP è il titolo. Le due frasi non contengono l’indirizzo di Via Stefano Jacini e non contengono la partita IVA.
Anche se alcune parole si assomigliano, la pagina non scrive «cioè» tra lo slogan e il paragrafo. Restano due testi vicini, da leggere entrambi senza farne uno solo.
Non sono i numeri
196860 salami, 440380 kg e 3 produttori associati non stanno sotto gli slogan. Stanno sotto un titolo che dice a che mese si riferiscono: dicembre 2018. Una frase sulla passione o sulla gola non aggiorna quei chili e non li rende una stima del 2024 o del 2026.
I 3 produttori associati, a loro volta, non sono spiegati dalle due frasi. E i quattro nomi di «I nostri consigli» — Santini, Bustese, Franciacorta e Perfetta — stanno in un terzo blocco, con i siti. Lo slogan non dice che quei quattro siano «la bontà» né che siano i tre del 2018.
Leggere la pagina dall’alto verso il basso tiene l’ordine: nome, frasi, racconto, finalità, menu, numeri, consigli, contatti. Spostare uno slogan sopra la tabella e trattarlo come didascalia dei chili è un uso che il testo non fa.
La nota sui numeri e la nota sulle quattro insegne servono proprio a non far collassare questi blocchi.
Nessuna delle due frasi contiene una cifra. I chili e i pezzi non si leggono dentro lo slogan, e lo slogan non si legge dentro la tabella come se fosse la sua didascalia.
Dove si rileggono
Le due frasi stanno sulla pagina principale del consorzio, quella ricostruita dalla copia del 23 maggio 2024. Non stanno in testa alle ricette del 2019. Le ricette si aprono con un’altra voce: il Salame Cremona è il re degli insaccati, si taglia a coltello, e il proverbio chiede che la fetta stia in piedi.
Sono registri diversi. Gli slogan sono due righe di presentazione. Le ricette sono un articolo di Stefano Uggeri, datato sulla pagina domenica 23 giugno 2019, con quattordici preparazioni. Confonderli farebbe dire allo slogan cose che dice solo il ricettario, o al ricettario cose che dice solo lo slogan.
Non c’è una traduzione ufficiale pubblicata accanto. La pagina è in italiano. Il proverbio delle ricette è in dialetto, e la pagina stessa lo traduce: «la fetta di salame deve essere tanto spessa da poter stare in piedi». Quella traduzione non si applica alle due frasi di presentazione, che sono già in italiano.
Per rileggerle basta la pagina del consorzio. Per il taglio e le preparazioni si passa alle ricette, non a una terza frase inventata.
Domande
Chi firma le due frasi?
La pagina non le attribuisce a una persona. Stanno accanto al nome del consorzio.
Sono la versione breve delle finalità?
La pagina non lo scrive. Le finalità sono un paragrafo a parte, con cinque scopi.
I numeri del 2018 dipendono dagli slogan?
No. I numeri hanno la loro etichetta: «Dati riferiti a dicembre 2018».